ARTE COME POTERE
L’arte diventa uno strumento politico
Nel Rinascimento l’arte smette di essere solo decorazione o devozione religiosa: diventa linguaggio del potere. Le grandi famiglie e le corti capiscono che immagini, edifici e opere monumentali possono comunicare autorità, legittimità e prestigio.
Commissionare un’opera significa costruire consenso. La bellezza diventa strategia. Firenze, Roma e Milano competono attraverso architettura, pittura e scultura, trasformando le città in manifesti visivi del potere.
Questo modello sopravvive ancora oggi: Stati e istituzioni continuano a usare cultura e grandi opere per affermare identità e centralità geopolitica.